Davanti a 17.000 spettatori la Nazionale Femminile di Soncin non molla mai, ma il destino si mette di traverso: Svezia-Italia si chiude 3-2

Partiamo dal pubblico. Uno stadio ricolmo, un tifo strabordante, un senso di appartenenza con il calcio femminile che in Italia è ancora tutto da costruire.

Nonostante ciò, l’Italia di Andrea Soncin non si lascia intimidire e fa vedere di che pasta è fatta. Dopo nemmeno un minuto è già in vantaggio. L’asse Beccari-Severini funziona come un orologio svizzero e la centrocampista viola segna la sua prima rete in magli azzurra con un piattone di precisione chirurgica. Beccari sfiora il raddoppio e solo il portiere avversario, immolandosi, riesce a evitare il gol. Poi esce la Svezia, né poteva essere diversamente. Blackstenius grazia Giuliani e si mangia un gol sola davanti alla porta. Poi è Lenzini a salvare la porta azzurra da un pareggio che sembrava fatto.

Nella ripresa la Svezia parte forte e agguanta il pareggio al 54’ con Asslani, che finalizza una mischia in area azzurra. Nemmeno tre minuti e arriva un calcio di rigore dubbio concesso alle svedesi per fallo presunto di Giuliani su Blackstenius, ma il portiere azzurro compie il miracolo sul tiro dal dischetto di Angeldhal. L’Italia perde per infortunio Beccari e Lenzini, due tra le migliori in campo. È un primo segno che la ‘mala suerte’ si sta mettendo di traverso. Al 75’ una punizione stratosferica di Angeldhal regala il vantaggio alla squadra di casa. L’Italia riesce però a rimettere in carreggiata la partita con uno splendido gol di testa della solita Cambiaghi, su perfetto assist dalla destra di Cantore. Sembra fatta ma, a recupero quasi scaduto, l’arbitro concede un secondo rigore alla Svezia per un fallo di mano di Oliviero che solo per rigorosa applicazione del regolamento porta alla massima punizione. Dal dischetto Rolfo batte Giuliani e getta nella disperazione le Azzurre che hanno giocato davvero una gran partita, con tecnica e determinazione ai massimi livelli.

La Nazionale ha in qualche momento barcollato sotto la spinta delle svedesi, ma non ha mai mollato di un centimetro. La squadra di Soncin avrebbe meritato ampiamente il pareggio. Ma, quando il fato rema contro, ogni altro ragionamento perde senso.

Ora diventa decisiva la partita con la Danimarca. C’è solo da sperare che il dio Eupalla stia finalmente dalla nostra parte, anche se bisognerà fare i conti con gli infortuni. Perché certamente l’uscita di Beccari e Lenzini, fino a quel momento due pilastri della squadra in attacco e in difesa, ha contribuito e non poco a metterci questa partita di traverso.

Svezia – Italia 3-2 (0-1)
1’ Severini (I), 56’ Asllani (S), 75’ Angeldahl (S), 84’ Cambiaghi (I), 90’+4’ rig. Rolfo (S)

SVEZIA (4-3-3): Falk; Lundkvist, Bjorn, Eriksson, Andersson; Angeldahl (73’ Bennison), Asllani (73’ Blomqvist), Zigotti Olme; Rytting Kaneryd (dal 81’ Jakobsson), Blackstenius (73’ Wangerheim) Rolfo. A disposizione: Holmgren, Enblom, Wijk, Nilden, Janogy, Ilestedt, Vinberg, Kullberg. All.: Peter Gerhardsson

ITALIA (3-5-2): Giuliani; Di Guglielmo, Lenzini (70’ Piga), Linari; Bonfantini (63’ Serturini), Giugliano (70’ Schatzer), Caruso, Severini, Boattin (63’ Oliviero); Cambiaghi, Beccari (54’ Cantore). A disposizione: Baldi, Shore, Bergamaschi, Piemonte, Girelli, Soffia, Goldoni. Allenatore: Andrea Soncin

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